Il desiderio di Fedra per il bel figliastro è sentito come mostruosità morale. Ma i versi della tragedia di Racine sono pieni anche di mostri in senso fisico: quelli del mito greco, così potentemente ravvivato da aggiungere allo scandalo morale uno scandalo razionale. Com’è possibile che l’uno e l’altro si affermino entro un’opera in regola coi poeti ufficiali, col buon gusto, perfino con la severa religiosità giansenista? Il quesito è teorico; la risposta diventa un’analisi testuale sottilissima, grazie al concetto di negazione freudiana: quella negazione che afferma non volendo, confessa dissimulando, tradisce il segreto difendendolo. Il Misantropo di Molière è un personaggio più ambiguo di don Giovanni e don Chisciotte, perfino più di Amleto. E lo statuto dell’ambiguità dopo Freud è il vero tema dell’analisi della commedia, come della seguente originale storia della fortuna di essa, condotta senza la minima concessione al relativismo. Chi è Alceste? È il maniaco di cui ridevano i contemporanei, o lo schietto essere umano che commuoveva Goethe? È l’aristocratico in ritardo sulla corte del Re Sole per cui si spaccia, o il repubblicano inconsapevole che vedeva in lui Stendhal? È la virtù calunniata come la deplorava Rousseau, o come ha sostenuto Lacan è manifestamente pazzo? Due analisi che fanno da supporto indispensabile al libro più noto di Orlando, già ripubblicato in questa collana: Per una teoria freudiana della letteratura.
Francesco Orlando (Palermo 1934 - Pisa 2010) si è formato a Palermo come allievo privato di Tomasi di Lampedusa. Ha poi insegnato Letteratura francese e Teoria della letteratura a Pisa, Napoli e Venezia. Per Einaudi ha pubblicato: Due letture freudiane. Fedra e il Misantropo; Per una teoria freudiana della letteratura; Illuminismo, barocco e retorica freudiana; Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura; L'intimità e la storia. Lettura del «Gattopardo», Il soprannaturale letterario, e il romanzo La doppia seduzione.
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这本薄薄的小册子,简直像是一次对心智迷宫的快速而又精准的穿梭。我原以为会读到一套宏大、结构严谨的理论体系,结果却发现作者似乎更热衷于在那些幽微的、近乎潜意识的缝隙中捕捉灵光。它的叙事节奏非常跳跃,不像传统学术著作那样按部就班地铺陈论据,而是更像是在几个看似不相关的片段间搭建了一座座摇摇晃晃的桥梁。读完之后,我合上书本,那种感觉不是“我学到了什么知识”,而更像是“我被提醒了某些早已模糊的感受”。书中的遣词造句,尤其在描述那些边缘状态和内在冲突时,带着一种近乎诗意的模糊性,让人既感到亲切又有些抓不住。尤其是对梦境片段的那些分析,与其说是理性解读,不如说是一种共情的重构,你仿佛能透过文字的表层,看到作者本人在面对那些悖论时的那种挣扎与沉思。这绝非一本适合寻求标准答案的读者阅读的材料,它更像是给那些习惯于在晦涩中寻找共鸣的人准备的一份邀请函,邀请你一同在文本的边缘地带徘徊,去感受那些难以名状的“为什么”。
评分坦白讲,初读这本书时,我感到了一种近乎挫败的阅读体验。它避开了所有清晰的定义和明确的论断,用一种近乎暗示的笔法,构建了一个由意象和联想构成的封闭世界。我不得不一遍又一遍地回翻前面的章节,试图捕捉住那些稍纵即逝的逻辑线索,但每当感觉自己快要抓住什么的时候,作者又巧妙地用一个突兀的转折或者一个充满歧义的符号将我推开。这使得阅读过程充满了智力上的挑战性,但也带来了极大的精神疲惫感。它要求读者付出极大的主动性,去填补文本留下的巨大空白,去完成那些未尽的思考。我感觉自己更像是一个考古学家,面对着一堆残缺的碎片,努力拼凑出一种可能的、但绝非唯一的历史图景。这本书的价值,或许正在于它对“确定性”的彻底拒绝,它强迫你直面人性的复杂和多义性,让那些在日常生活中被我们刻意忽略的矛盾,重新浮现出来,并以一种令人不安的方式盘桓不去。
评分从排版和装帧上看,这本小书也透露着一种克制的、略带古典气息的审美趣味。纸张的质感摸上去有些粗粝,油墨的黑色沉稳有力,这些物理层面的细节,似乎都在无声地烘托着内容的沉重与内敛。在内容上,我发现它最吸引我的地方在于它对时间流逝和记忆重构的探讨。作者似乎对“现在”这个概念本身就抱持着深深的怀疑,他不断地将叙事拉回过去,但又立刻指出过去的不可靠性,形成一种循环往复的悖论结构。这种对线性时间的瓦解,让阅读过程本身变成了一种对自我认知边界的试探。读完后,我感到一种强烈的“时间错位感”,仿佛自己同时存在于多个不同的心智时空中。这本书像是一面打磨得极好的镜子,映照出的不是你本来的面貌,而是你如何构建你所“相信”的面貌,非常耐人寻味。
评分我不得不说,这本书的学术“姿态”处理得非常巧妙。它显然根植于深厚的思想传统,但行文间却散发着一种疏离的、近乎自嘲的幽默感。它不像某些严肃的论著那样,时刻绷紧神经,生怕出错,反而带着一种老练的艺术家才会有的从容和对既有范式的戏谑。这种戏谑不是轻浮,而是一种更高层次的掌控力——作者显然非常清楚自己在做什么,但选择以一种不那么“官方”的方式来呈现。我特别欣赏它在处理那些具有争议性的观点时所采用的笔法,它从不直接参与辩论,而是将那些激烈的观点包裹在精巧的比喻和历史的引述之中,让读者自己去体会其中的张力。这种处理方式,既维护了文本的完整性,也避免了陷入无休止的论战泥潭。它提供了一个思考的容器,而不是一个标准答案的模板,这对于寻求思想自由的读者来说,无疑是一种释放。
评分这本书最令人印象深刻的,是它那种独特的“氛围营造”能力。它不是在“讲述”理论,而是在“渲染”一种特定的精神气候。我拿起它的时候,外面可能是晴空万里,但读上几页之后,房间里的光线似乎都变得昏暗而充满阴影。作者对细节的捕捉达到了近乎偏执的程度,那些关于环境、光影、声音的描述,往往不是为了描绘场景本身,而是作为某种内在心绪的外化投射。比如,他对某个特定时间点上,窗帘褶皱里光线的描述,竟然能让你联想到一种特定的失落感。这种将外部世界完全内化为心理景观的手法,非常高明,但也极其考验读者的敏感度。如果你的心境不够开放,或者对这种高度主观化的表达感到不耐烦,那么这本书读起来就会像是一团挥之不去的迷雾。对我而言,我享受这种被文本“裹挟”进去的感觉,仿佛自己成了作者构建的那个小小剧场里,一个不自觉的演员。
评分一些小花招。《恨世者》草草读过了事,唉。
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